Dedicato alle scuole in viaggio di istruzione
Molti anni fa le visite d’istruzione si chiamavano “gite scolastiche”.
Aspettavamo questo evento come fosse un sottile piacere di evasione dalle regole, dalla scuola e dalla famiglia.
Poi non succedeva quasi niente di trascendentale, però quella specie di piacere che ci caricava fino alla sua conclusione, faceva sembrare la gita più bella di quello che fosse.
Oggi tutto è cambiato in meglio perché è disponibile un’offerta composita che apre inediti spazi alla curiosità e all’imparar giocando.
Nel percorso formativo di un alunno o di uno studente, le visite d’istruzione, se condotte con adeguata programmazione-preparazione e se seguite da opportuni approfondimenti, possono allora avere un ruolo molto importante.
Esse integrano le conoscenze acquisite in aula con un approccio sul campo : di sensazioni e di emozioni, di verifica e di constatazione, ma soprattutto di lettura del nostro passato.
Obiettivo delle uscite potranno essere musei, castelli, chiese, mete ambientali come valli, colline e laghi dove - accanto alla flora ed alla fauna - vanno considerati gli aspetti morfologici e geologici.
Assaporando la vita dei campi, facendo avvicinare i bambini all’agricoltura, esplorando il territorio che ospita la loro vita ciò li renderà maggiormente sensibili alle tematiche ed ai problemi della natura.
Conoscere i prodotti di fattoria e dell’agriturismo, quegli stessi alimenti che ritrovano quotidianamente sulla tavola, sapere da dove provengono, il loro ciclo produttivo, sono divenute esigenze peculiari dell’odierna società.
Nasce così l’idea di offrire a scolaresche e famiglie la possibilità di riscoprire il mondo della campagna, ma anche i gusti, le tradizioni ed i mestieri - ormai dimenticati - in un laboratorio reale.
E’ quindi molto importante per noi e per voi che le aziende agrituristiche possano accogliere in tutta tranquillità i giovani visitatori con adeguate proporzioni tra il numero dei bambini e gli operatori presenti in fattoria con comprovata competenza nel delicato compito dell’accoglienza scolastica.
Alcune nostre proposte o iniziative turistiche, descritte più avanti, consentiranno ai ragazzi di prendere parte a semplici ed interessanti lezioni di educazione ambientale apprendendo le regole fondamentali per evitare nel quotidiano di danneggiare l’ambiente naturale che ci circonda.
Osservando la flora, la fauna, i cicli biologici della montagna, uniformandosi ai suoi ritmi, respirando le sue atmosfere, i ragazzi vedranno ripagati i loro sforzi acquisendo sempre maggiore autonomia.
Le varie fasi del ciclo “grano-farina-pane” assieme a numerosi attrezzi e ad un banco da lavoro per impastare a mano, svelano i segreti della panificazione.
Laboratori dell’argilla, cicli produttivi del latte-formaggio-ricotta, dell’olio e del miele sono un’importante occasione per conoscere tradizioni rurali, tecniche artigianali, processi agricoli e biologici.
I BAMBINI NON CONOSCONO I POLLI :
Il pulcino ? E’ un portachiavi giapponese. La gallina ? Fa le uova, ma non si mangia. Il merluzzo ? Un bastoncino impanato e surgelato. Il pollo ? Ha sei cosce e quattro ali. Una bambina tornando a casa, dopo aver visto per la prima volta mungere una mucca dice ai suoi familiari “Sapete ? Oggi ho visto il latte uscire da un rubinetto!”
Sono solo alcune delle risposte raccolte dallo psicoterapeuta Federico Bianchi di Castelbianco, nel corso di una ricerca su “infanzia e alimentazione”.
L’indagine ha coinvolto bambini dell’asilo e delle elementari mediante un questionario di circa cento domande. La maggioranza dei piccoli intervistati non ha fatto la minima associazione fra il cibo e gli animali. Molti di loro non hanno mai visto un tacchino vero. E fanno curiose affermazioni come “la gallina è stata inventata per fare le uova. Oppure dicono “il pollo è una carne che ha sempre tante patatine intorno”.
Sui risultati di questa ricerca la psicologa e psicoterapeuta infantile Trinci Manuela spiega che si possono fare due tipi di osservazioni : la prima di ordine sociologico “la vita metropolitana ha sottratto la natura ed i suoi ritmi all’infanzia”. La maggioranza dei bambini impara a conoscere gli animali attraverso la tv. La seconda di tipo cognitivo : la nostra realtà sociale ha sviluppato nell’infanzia un tipo di intelligenza astratto, slegato dall’esperienza.