Prelibatezze, Artigianato e Leccornie: La bottega nella roccia e la "Casa Museo" della Civiltà contadina
A due passi dall’entrata nel più bel Castello di Sicilia troverai la “Bottega nella Roccia”, un piccolissimo locale che vale la pena visitare perché unico in tutta l’isola in quanto le pareti sono roccia del Castello.
E’ infatti definito contenitore commerciale con una serie di prodotti esclusivamente siciliani che dispongono di un marchio e rispondono a piccole nicchie di grandissima qualità :
Miniature, bolle e riproduzioni del Castello e dei siti monumentali di Caccamo - ceramiche pitturate a mano - marmellate e confetture biologiche - patè e condimenti - posters, pubblicazioni e cartoline - vino, passito, moscato, marsala, zibibbo e malvasia -
articoli in legno e ferro battuto - rosoli di alloro, cannella, carrubo, ficodindia, latte di mammana, pistacchio, finocchietto selvatico - rullini, oggettistica, tifoseria, gadget, souvenirs, cesti e panieri - miele - cioccolato - creme di pistacchi, mandorle, limoni ed altre leccornie “solite ed insolite”.Foto con sposa
Il locale, nel suo insieme costituito da tre ambienti, e meta continua di visitatori, è da alcuni anni la “CASA-MUSEO della CIVILTA’ CONTADINA”.
La casa, costruita un secolo addietro ed addossata al costone roccioso del Castello, è stata abitata da una famiglia di 7 persone fino agli anni ’60 senza luce, senza acqua e senza servizi igienici.
Sulla scalinata di accesso la roccia, opportunamente illuminata con riflettori, è stata pitturata color rosa in quanto l’allora proprietario ha considerato questo passaggio un corridoio che in effetti ha l’aspetto di un tunnel.
Volutamente la cucina in muratura (“tannura”) è rimasta intatta col suo angolo cottura con i suoi fornelli e sportelli in ferro battuto con pomelli in rame frutto della sapiente opera di artigiani locali ed è totalmente rivestita da mattonelle bianche e blu.
Lo stesso forno a legna, ancora perfettamente funzionante, risale a circa 100 anni fa.
La pavimentazione - anch’essa originale - è costituita da mattoni di cemento con gradevoli decorazioni geometriche che assumono un effetto particolare se ammirati trasversalmente.
Questo solo locale inaugurato sottoforma di “Mostra sul ciclo del grano” il 25 settembre 1999 vanta ad oggi oltre 90.000 visitatori (ingresso libero).
Sugli scaffali fanno bella mostra di sé : un colapasta di stagno, la “cannata”, due mortai uno in pietra e l’altro in rame, un fiasco ed “u bùmmaru” in terracotta, piatti e contenitori di alluminio smaltati bianchi con i bordi azzurri, due ferri da stiro, un lume a petrolio, un recipiente in argilla per conservare il concentrato di pomodoro, teglie per infornare biscotti e gateau di patate, una “quarara” ed un antico braciere ed una serie di altri utensili necessari per la preparazione di pietanze.
E perfino due valige : una di cartone, l’altra elegante in pelle che il contadino usava quando, con la moglie, raggiungeva Palermo di domenica.
Il reperto più antico e più ammirato all’interno della CASA-MUSEO è “l’arbitriu” : si tratta di un torchio azionato a mano che facendo pressione sull’impasto di farina di frumento ed acqua, che era stata sistemata preventivamente all’interno dell’apposito cilindro, con la pressione esercitata sulle trafile in rame - con buchi e fessure diverse - consentiva alla massaia di prodursi direttamente la pasta fatta in casa gustosa e digeribilissima specie poi se utilizzata con condimenti quali il ragù di coniglio o di carni miste (vitello, maiale e castrato) o meglio ancora per la preparazione del primo piatto più tipico di Caccamo : le tagliatelle con la frittella.
Un cocktail di verdure fresche : fave, piselli, carciofi, cipolla, finocchietti selvatici ed un pezzetto di lardo fatti cuocere a fuoco lentissimo in una pentola di coccio con aggiunta a fine cottura di olio, sale e pepe nero. Questo profumatissimo condimento viene versato sul piatto di pasta fatta in casa e come ultimo tocco si aggiunge una spolverata di ricotta salata grattuggiata.
Per finire notiamo ai bordi della cucina : una “pila” strumento in legno che veniva utilizzato per lavare a mano vestiti e stoviglie, ed un pannello di 100 mattonelle pitturate che riproduce il riquadro centrale del pavimento maiolicato di San Benedetto alla Badìa elaborato dagli studenti dell’Istituto Comprensivo “Mons. Vincenzo Aglialoro” di Caccamo ed affidato all’Associazione Culturale “SICILIA & DINTORNI” che non solo cura l’accoglienza turistica ma fornisce permanentemente tutte le spiegazioni sulla Casa-Museo.