A Caccamo

Castello di Caccamo tra la nebbiaTi ho conosciuto in una sera d’inverno
ed eri tutta bagnata dalla pioggia.
Un vento gelido ci ha accolti a noi ansimanti di conoscerti,
provenienti da più parti dell’isola.

Com’eri “bella” nelle tue stradine antiche, con le
tue numerose chiese ricche di opere d’arte e con
il tuo possente maniero che si ergeva
imponente a difesa del territorio e dal quale
abbiamo goduto di un superbo panorama.

La storia ci ha condotto da te, perchè degna di
essere conosciuta. Ti abbiamo apprezzata come
ogni cosa “rara” e… i tuoi siti silenziosi ce li
porteremo dentro nei nostri cuori di visitatori attenti.

Come non potevamo gioire, quando ci
apprestavamo a renderti omaggio.
Certo, la mente torna indietro nel tempo
lontano, a quando eri ancora giovane e splendida.

Allora non c’era il progresso; saremmo arrivati
con muli e cavalli e avremmo cercato tra le tue
genti nobili ospitalità e calore per ritemprarci
del lungo viaggio.

Ma anche così hai destato forti impressioni!
A me che ho vissuto da sempre nell’ombelico
della Sicilia e che ho ritrovato in te molte cose
che mi ricordano le mie mura antiche.

Ho sentito un profumo nell’aria, lo ha portato il
vento ed eri tu che ti sei mostrata a noi in
giochi di luce e di ombre.
Un saluto ed un arrivederci ad una “calda” sera
d’estate, per conoscerti ancora,                                                                                             con un volto nuovo!

Luigi Pastorelli