Il Ponte Chiaramontano, il lago e la diga Rosamarina

Circa tre kilometri prima dell'abitato - provenienti in auto o pullman dalla S.S. 285 che collega Termini Imerese a Caccamo esattamente al Km. 7,200 - la strada si dirama per dirigersi nella vallata del fiume San Leonardo, sbarrato mediante la diga Rosamarina, per dare luogo al più grande lago artificiale della Sicilia (la sua portata massima è di oltre 130 milioni di metri cubi di acqua) che si offre ai nostri occhi come uno smeraldo verde che impreziosisce ed esalta la bellezza del paese.

Nel 1300 Manfredi I Chiaramonte divenne signore di Caccamo, ampliò e fortificò il Castello e fu sua opera lo stesso ponte chiaramontano sul fiume San Leonardo senza dubbio uno degli angoli più suggestivi del nostro territorio.

La rudimentale bellezza del paesaggio trovava nel manufatto medievale un coronamento quasi spontaneo : sembrava che architettura e panorama fossero stati disegnati da un'unica mano.

In fondo alla valle : il ponte, di una bellezza scarna ed essenziale, ripeteva la classica sagoma a “schiena d'asino” ad una arcata con una nicchia a sesto tondo sul lato prossimo alla sponda destra del fiume.


Una lapide - andata perduta - recava delle informazioni precise circa la nascita del manufatto : anno di costruzione 1307, promotore Manfredi I Chiaramonte, regnante Federico III con dedica alla Beata Vergine.


ANNO DOMINI MCCCVII MENSE DECEMBRIS VI. INDT.

REGNANTE ILLUSTRISSIMO REGE FRIDERICO III (ALIAS II)

REGIMINIS DUI ANNO DUODECIMO : MAGNIFICUS DOMINUS

MANFRIDUS DE CLARAMONTE EGREGIUS COMES MOHAC,

DOMINUS RAGUSIAE, ET CACCABI, ET REGIUS SENESCALCUS

PRESENTEM PONTE, QUEM IPSE CONSTRUI FECIT AD HONOREM

B. MARIAE VERGINIS, ET SALUTEM GRATIA SERVIENTUM COMPLERI

MANDAVIT, ET FECIT.

DEDICAVIT VIRGINI PONTEM ILLUSTRATUS”


Ahimè ! Oggi il ponte Chiaramontano, pregevole manufatto, è sommerso (dal 1994) dalle acque dell'invaso della diga Rosamarina.

Una vera ingiuria alla cultura perchè la struttura del ponte ad arcata unica ogivale, rimane come un raro esempio architettonico a testimonianza della civiltà medievale della Sicilia.

L'opera - che adesso rimpiangiamo - avrebbe dovuto essere trasferita in altra zona opportuna per potere essere conservata ai posteri e all'intera cultura siciliana. Personalmente perorammo questa soluzione in giunta comunale nel 1975, ma l'iniziativa fu bocciata ! ! !

Il  complesso  della  diga  di  Rosamarina  rientra  nel  sistema  di  impianti  rivolto  a  soddisfare  la  domanda  di  consumi  idrici  per  gli  usi  civili,  agricoli  ed  industriali  del  palermitano.  La  domanda  d’acqua  che  il  complesso  si  propone  di  soddisfare  riguarda  15.200  ettari,  posti  al  di  sotto  dei  200  metri  sul  livello  del  mare,  che  ricadono  fra  la  piana  di  Lascari,  vicino  Cefalù,  e  la  zona  di  Villabate.

         Il  bacino,  determinato  dallo  sbarramento  del  fiume  San  Leonardo,  presenta  un’estensione  pari  a  500  Kmq.  Con  una  capienza  massima  a  pieno  regime  di  100  milioni  di  mc.  Che  dovrebbe  garantire  a  tutti  i  possibili  utenti  un  utilizzo  annuale  di  circa  80  milioni  di  mc.,  sia  per  uso  irriguo  che  potabile.

 

         In  tal  senso,  la  differenza  fra  le  risorse  idriche  disponibili  e  l’attuale  domanda  avanzata  dalla  città  di  Palermo,  pari  a  30  milioni  mc.,  costituisce  il  contributo  effettivo  che  il  fiume  San  Leonardo  può  garantire  nell’immediato  con  una  portata  continua  di  1000  litri  al  secondo  permettendo  così  un  incremento  di  circa  il  50%  delle  odierne  disponibilità  del  capoluogo  siciliano.

 

         Il  bacino  artificiale  oltre  a  far  fronte  a  tali  bisogni,  costituisce  l’ambiente  naturale  per  la  riproduzione  di  carpe,  pesci gatto,  anguille,  trote,  carassi  e  persici  reali  divenendo  così  il  punto  centrale  attorno  a  cui  nascerà,  speriamo  in  un  futuro  molto  prossimo,  un’oasi  verde  realizzata  grazie  all’intervento  dell’Ente  di  Sviluppo  Agricolo  che  curerà  il  rimboschimento  dell’area  circostante  il  lago  con  la  presenza  di  piante  resistenti  alla  siccità,  pistacchi  ed  altre  venti  essenze  in  modo  che  alle  falde  del  Castello  medievale  lo  sguardo  dei  visitatori  scorgerà  presto  i  colori  della  “macchia  mediterranea”.

         A  permettere  tale  rimboschimento,  per  un  importo  totale  di  500  mila  Euro,  saranno  i  fondi  dell’Unione  Europea  in  linea  con  il  protocollo  di  Kyoto  con  la  conseguente  presenza  di  alcune  essenze  particolari  che  facilitano  la  riduzione  dell’anidride  carbonica  ed  anche  un  tipo  di  ginestra  la  cui  fibra  è  richiesta  dal  centro  di  ricerche  Fiat  nella  fabbricazione  di  materiali  compositi  nelle  autovetture  in  sostituzione  dell’amianto.

         L’apparato  radicale  delle  piante  consoliderà  infine  le  sponde  della  diga.

         Desideriamo  citare  infine  cosa  dice  testualmente  Fabio  Santoni  il  quale  definisce  intanto  il  lago  di  Rosamarina  “ l’oro  di  Sicilia  “  :  ‘ L’occhio  clinico  del  pescatore,  quasi  metafisicamente,  percepisce  il  magma  bollente  di  pesci  che  brulicano  in  quelle  acque.

La  conformazione  delle  sponde,  il  colore  delle  stesse  acque  e  la  natura  generosa  del  territorio  (in  un’aspra  vallata  disegnata  da  olivi  selvatici,  mandorli  fioriti,  gialle  ginestre  e  cardi  spinosi)  trasmettono  quella  stessa  sensazione  di  forza  che  ti  lascia  addosso  la  terra  di  Sicilia.  Una  sensazione  coinvolgente  per  il  pescatore,  un’iniezione  di  vitalità  e  per  me  un  sollievo  dalle  tristezze  ispiratemi  delle  “mie”  acque  toscane.

Giudico  il  bacino  di  Rosamarina  indiscutibilmente  uno  dei  migliori  bacini  italiani  per  il  bass,  se  non  addirittura  il  migliore.  Quello  che  impressiona  è  la  possibilità  di  unire  la  qualità  alla  quantità  :  fare  trenta  o  quaranta  pezzi  al  giorno  qui  è  assolutamente  normale’.

 

NOTE  TECNICHE – STORICHE – CARATTERISTICHE

         La  diga  sbarra  il  corso  del  fiume  San  Leonardo  a  circa  6  Km.  dalla  foce  con  la  sezione  di  sbarramento  delle  acque  posta  a  quota  90  metri  sul  livello  del  mare.

         Lo  sbarramento  posto  all’ingresso  di  una  stretta  gola  entro  le  formazioni  calcaree  appartenenti  ai  rilievi  montuosi  circostanti  e  formati  da  calcari  dolomitici  intensamente  fratturati,  marne,  calcari  e  scisti  con  spessore  di  circa  30  metri.

         I  terreni  dell’area  dell’invaso  sono  costituiti  da  depositi  argillosi  in  contatto  con  le  formazioni  calcaree  rese  impermeabili  con  opportuni  trattamenti.

         La  diga  è  in  muratura  di  calcestruzzo,  del  tipo  strutturale  ad  arco-gravità,  che  raggiunge  un’altezza  massima  di  93  metri  e  con  uno  sviluppo  in  lunghezza  al  coronamento  superiore  pari  a  200  metri.

         Il  progetto  dello  sbarramento  del  fiume  San  Leonardo  alla  stretta  di  Rosamarina  venne  approvato  dal  Consiglio  Superiore  dei  Lavori  Pubblici  nel  luglio  1969  e  venne  finanziato  dall’Assessorato  Agricoltura  e  Foreste  della  Regione  Siciliana  che  ne  affidò  la  realizzazione  in  concessione  all’Ente  di  Sviluppo  Agricolo.

         I  lavori  vennero  appaltati  nel  1972  dall’impresa  Astaldi  che  li  iniziò  nell’ottobre  dello  stesso  anno.

         Ultimati  i  lavori  di  costruzione  della  diga  ed  eseguiti  ulteriori  e  successivi  interventi  di  sigillatura  dei  giunti  costruttivi  con  impiego  di  malte  cementizie  additivate,  l’impianto  è  stato  avviato  verso  gli  invasi  sperimentali.

         I  primi  invasi  del  serbatoio  vennero  eseguiti  nel  corso  degli  anni  1994  e  1995  e  per  altezza  di  ritenute  limitate,  prevalentemente  per  testare  il  corretto  comportamento  dello  sbarramento  in  termini  di  tenuta  idraulica.

         La  prima  autorizzazione  all’invaso  concessa  dall’allora  Servizio  Nazionale  Dighe  intervenne  solo  nel  gennaio  2001  con  la  quale  venne  temporaneamente  assentito  il  raggiungimento  della  quota  di  133,00  metri  s.l.m.  al  quale  corrispondeva  un  volume  di  invaso  di  appena  8,00  Mmc.

         L’ultima  autorizzazione  rilasciata  nel  maggio  2004  e  tutt’oggi  vigente,  consente  il  raggiungimento  della  quota  di  165,00  metri  s.l.m.  cui  corrisponde  un  volume  di  invaso  di  81,5  Mmc.  A  fronte  della  quota  di  massima  regolazione  di  169,50  metri  s.l.m.

         Il  livello  autorizzato  è  stato  ai  fini  pratici  già  raggiunto  nel  mese  di  maggio  2004  allorquando  si  è  registrata  la  quota  di  164,93  metri  s.l.m. – la massima  sin  qui  raggiunta.

         Le  acque  dell’invaso  hanno  una  utilizzazione  irrigua  per  i  comprensori  della  fascia  costiera  tra  Palermo  e  Cefalù  ed  idropotabile  per  la  città  di  Palermo.

         Tutto  il  lago  è  costeggiato  da  una  strada  sterrata  abbastanza  dissestata,  ma  comunque  percorribile  e  che  agevola  notevolmente  negli  spostamenti  anche  durante  la  pesca.

         Il  bacino  di  Rosamarina  conta  ben  16  Km.  di  sponde  ed  oltre  100  metri  di  profondità  in  prossimità  della  diga.

         Caratteristiche  della  diga  :

Tipo                                                                    arco  gravità

Quota  del  coronamento                                     176,00  m.

Spessore  al  coronamento                                      5,00  m.

Spessore  alla  base                                                41,90  m.

Sviluppo  al  coronamento                                   200,33  m.

Altezza  max.                                                          93,00  m.

Quota  invaso  normale                                         169,50  m.

Quota  max.  invaso                                              175,00  m.

Superficie  bacino  imbrifero                                462,20  Kmq.

Capacità  alla  quota  di  max.  regolazione          100,00  Mmc.

 

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